Massimo Carraro Rete Cowo

Piccoli Coworking di quartiere: quei 100 mq che fanno la differenza.

[Dalla newsletter personale del fondatore di Rete Cowo®, Massimo Carraro]

Se c’è una cosa che mi ha insegnato il Coworking in questi 18 anni, è che la dimensione conta meno di quanto sembri.

Spesso si pensa che un Coworking “vero” debba avere spazi enormi, decine di postazioni, sale riunioni hi-tech, magari anche una cucina attrezzata e un terrazzo vista skyline.

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Bello, per carità. Ma non è (solo) lì che succedono le cose interessanti.

Ci sono realtà – spesso semi-sconosciute ai radar dei grandi media – dove in meno di 120 mq si muove un’energia che non ha niente da invidiare ai progetti più patinati.

E chi ha vissuto uno di questi piccoli Coworking di quartiere lo sa benissimo.


100 mq bastano

Bastano per 5 scrivanie, magari una postazione riservata.

Una sala riunioni da 4-6 persone e forse un ufficetto.

Un piccolo ingresso dove darsi il buongiorno. Una macchina del caffè (sempre meglio averla). Un paio di finestre o una vetrina, per la luce naturale.

Tutto qui? Sì. Ma se quelle 7-8 persone si scelgono, si parlano, si scambiano, si aiutano… non servono altri 900 mq.


L’impatto locale è reale

Il bello di questi Coworking è che si radicano nel territorio in modo profondo e naturale.

Sono vicini alle case. Hanno orari flessibili, spesso adattati alla vita del quartiere. Diventano una presenza familiare per chi passa ogni giorno lì davanti.

E soprattutto: generano relazioni.

Con il bar all’angolo, con il ferramenta, con il centro yoga di fianco. Con il commercialista al piano di sopra, con l’insegnante di lingue che affitta la sala per i corsi serali.

A volte anche con la scuola elementare, quando una mamma coworker esce di corsa per l’uscita delle 16.30.

Non è storytelling. È realtà quotidiana.


Non è un ripiego. È una scelta

Chi sceglie di aprire un piccolo Coworking non sta “facendo quello che può”.

Sta facendo quello che vuole. Conoscendo limiti e potenzialità. E puntando tutto sulla qualità delle relazioni, prima ancora che sulla quantità dei metri quadri.

Sì, certo: ci sono vincoli. Non puoi fare eventi da 50 persone. Non puoi ospitare un’azienda da 12. Non puoi avere tutti i servizi del mondo.

Ma puoi offrire una cosa rara: uno spazio umano, autentico, accessibile. Dove lavorare bene. E sentirsi parte di qualcosa.


E anche per chi lo usa, vale lo stesso

Ci sono professionisti che in uno spazio piccolo si trovano meglio. Meno caos, più cura, meno distrazioni. E – spesso – una relazione più diretta con chi gestisce il posto, che non è un receptionist a rotazione ma una persona vera, con un nome, una storia, magari anche un caffè pronto se arrivi trafelato.

Anche questo è Coworking. E in certi casi, è il Coworking migliore.


Il punto è tutto qui

Non esiste una formula perfetta. Esistono luoghi che funzionano. E persone che li fanno funzionare.

E ogni tanto, questi luoghi sono piccoli. Silenziosi. Appena visibili sulla mappa. Ma fondamentali per il tessuto urbano, sociale e professionale del quartiere in cui si trovano.

Ecco perché, quando mi chiedono:

“Ma con soli 100 mq… si può davvero fare un Coworking?”

La mia risposta è sempre la stessa:

Non solo si può. Spesso è lì che accadono le cose migliori.


Mi sembra di sentirvi… ok Max, tutto bello ma: come fai a guadagnare, con un posto così piccolo?

Domanda legittima. Uno spazio piccolo, con poche postazioni… può davvero reggersi in piedi?

La risposta è: sì, se viene gestito con lucidità.

I costi fissi sono contenuti, spesso l’immobile è di proprietà o in locazione agevolata (magari perché sottoutilizzato), e l’offerta è snella: niente reception h24, niente extra complessi da gestire.

Se il target è ben centrato – freelance, consulenti, piccoli studi – bastano anche 4-5 contratti stabili per raggiungere un equilibrio. A cui si aggiungono entrate integrative (es. affitto sala, day pass, corsi, piccole attività locali).

Certo, non stiamo parlando di business da scala industriale. Ma nemmeno di iniziative “in perdita”.

Sono progetti che si reggono sul giusto mix tra valore economico e valore relazionale.

E che, quando funzionano, si sostengono bene.

Buon Coworking e buona fortuna 🍀

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